Un Bardotto Purosangue

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Un Bardotto purosangue

 

Un bambino di un paesino di campagna si perde nel bosco dietro casa, per poi finire spaventato nel cortile di una cascina. Qui incontra l’uomo che prenderà il nome di Bardotto e che, con i suoi racconti e la sua filosofia del Vivere, lo guiderà nella scoperta di un mondo dove il tempo non si inganna, ma si dilata: <<Ti fai tante domande caro mio e non ti rendi conto che è il fascino del non avere risposte a tenerti vivo. “Il fascino è nel quasi” diceva il mio professore di matematica. Se tutto fosse certo, se tutto fosse come dovrebbe essere e ogni cosa finisse nell’ esatto modo in cui sarebbe dovuta finire, allora sarebbe davvero tutto senza senso! >> suggerì Bardotto… e da quel momento il tempo iniziò a dilatarsi!

Un Bardotto purosangue

 Un bardotto è un incrocio tra un cavallo e un’asina. Differisce dal mulo – che è figlio di un asino e una cavalla – per il suo aspetto, per il fatto che è molto più simile a un cavallo, ma più piccolo.

Il bardotto è un animale molto fiero, tiene la postura, l’eleganza, il modo di fare di un cavallo, ma ha quel fascino particolare che solo un “quasi cavallo” può avere. Il mulo non è così, non prova nemmeno a nitrire come il cavallo, il bardotto invece prova a ripeterne anche il verso.
Io amo i cavalli, ma il perché mi affascina il bardotto e gli dedico tanta attenzione è racchiuso nel concetto di Quasi.
La perfezione, quella che appartiene ai cavalli definiti “purosangue”, dopo anni ed anni di selezioni, è un qualcosa che ci porta in situazioni stagnanti, a situazioni di confort in cui non abbiamo modo di crescere. La quasi perfezione del bardotto lo spinge ogni giorno a migliorarsi di un pezzetto nella sua vita, senza poter fare affidamento alle selezioni e miglioramenti della natura, perché un bardotto è un ibrido e non può avere figli.

Un Cavallo nasce purosangue, il bardotto deve conquistarsi il titolo e per farlo ha solo una vita, o quasi.

La storia che vi racconto in questo libro nasce da un pensiero che, a notte fonda, si è affacciato tra i miei sogni e mi ha sussurrato di Bardotto. 

Le immagini e i suoi personaggi son vissuti veramente. Io stesso li ho visti in modo chiaro, in un solo istante, ma è solo dopo aver fatto chiarezza sui tempi e sulle questioni degli eventi che ho dato loro corpo sotto forma di parole.

Ovviamente i libro non parla di di asini e nemmeno di muli o bardotti. Il nome simbolico è assegnato al personaggio principale che nella sua vita abbraccia il concetto del “quasi” proprio come fa un bardotto, facendo diventare questo modo di fare la chiave del vivere una delle vite più ampie possibili. 

Per Bardotto non è importante allungare il tempo, ma dilatarlo; non è importante la lunghezza delle cose, ma il modo in cui si vivono.

Ci sono cose che hanno vita lunga, ci son sogni che durano una notte ed altre ancora che durano un’intera esistenza. Quel che resta, non importa la durata, è l’impronta che esse lasciano al futuro.

Portiamo un orologio al polso pensando che esso possa scandire momenti, ma non ci rendiamo conto che a scandire il nostro tempo sono gli eventi e non il viceversa.

Nella vita di Bardotto, un personaggio fatto di tante facce a me note, posso dirvi con certezza che il tempo ha solo l’importanza relativa che ad esso si addice.

Dovremmo tutti diventare cacciatori di eventi e non passare il tempo a “contare il tempo”.

So per certo che tutto quanto dico risulta difficile da capire, io stesso ho il mio da fare per assorbirlo. Vedrete però che Bardotto saprà spiegarvi meglio di me, prima di tutto dandovi l’esempio.

Se non fosse per il fatto che ho dovuto scrivere tutto al pc, spesso di sera o nei week-end, seduto a questa scrivania, potrei dire che questo libro, come la sua storia, è stato scritto in un luogo senza spazio e senza tempo. L’ho pensato di notte, in viaggio, mentre ero assorto nella vita, mentre non ci pensavo affatto.

Alla fine io stesso rileggendolo mi sono rasserenato, ho pianto, ho sofferto ed ho riso insieme ad esso, anche se a me gli eventi erano chiari dall’inizio.

A te lettore non resta che assaporarne e viverne la storia. Io posso farti solo la promessa che il tuo tempo, sia che esso sia scandito da un orologio, da un libro o dal suonare di una sveglia, non sarà sprecato, anzi, si espanderà nella vita di chi si racconta e ci insegna come dilatarlo: Bardotto.

 

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Cosa ne dicono i lettori?

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