Tempesta solare: Bufala o realtà?

” Attenzione attenzione ! ! ! Edizione strarodinaria,

tempesta solare in arrivo, questa è l’ultima

trasmissione… si salvi chi può!!! “

 

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Questa la frase che in tanti ci attendiamo di sentire, prima o poi, dalle nostre TV, dalle radio e dai nostri pc, cellulari, smartphone… se mai avremo il tempo. Ma è vero? Esistono le tempeste solari?

 

Realtà o bufala?

 

La realtà è questa: è possibile che che il nostro pianeta venga investito da una tempesta solare, ovvero una tempesta geomagnetica, un disturbo della magnetosfera terrestre, di carattere temporaneo, causato daTempesta solarell’attività solare. Non attendiamoci però di essere investiti dalla lava bollente e da cataclismi assurdi…

Le tempeste magnetiche generalmente durano dalle 24 alle 48 ore, anche se alcune possono durare per diversi giorni.

Nel 1989, una tempesta elettromagnetica si verificò sui cieli del Québec, causando un’aurora boreale visibile fino in Texas.

Non parliamo quindi di un allarmismo senza fondamento scientifico, ma di un qualcosa che si è già verificato nel tempo. Nel 1859 ad esempio, l’astronomo inglese Carrington, per primo, osservò il brillamento solare appena prima della tempesta che si verificò in quegli anni. Prima di una tempesta infatti si osserva sempre un brillamento, una sorta di esplosione di materia incandescente che si evidenzia sulla superfice solare (che si estende per migliaia di chilomentri), accompagnata da forti emissioni di raggi X e gamma. L’evento di Carrington del 1859 si verificò con un’esplosione di energia pari a qualcosa come un miliardo di bombe atomiche.

 

Cosa comporterebbe?

 

Disastro-Una tempesta geomagnetica ha un principale effetto, quello di interferire col campo magnetico terrestre e di conseguenza “disturbare”, anche in modo molto spinto, le apparecchiature e le linee elettriche. Nel 1859 l’impatto e le ricadute sulla popolazione furono di scarsa entità e passarono quasi inosservate: a quell’epoca infatti le unche linee elettriche erano i cavi del telegrafo e le attività umane non erano così strettamente dipendente dall’energia elettrica come ai giorni nostri.

Il problema di oggi è che un evento del genere avrebbe impatti molto più forti: non solo un black out delle comunicazioni, ma anche dei trasporti, del riscaldamento, delle strutture sanitarie e di ogni servizio di vitale importanza che ha a che fare con l’energia elettrica.

Il motivo di tutto questo è che oltre a interferire con le telecomunicazioni, come si è già verificato nel caso del 1989 in Québec, un evento del genere può avere impatti violenti sui trasformatori elettrici e quindi, in caso di forte e vasta entità, potrebbe lasciarci senza fornitura di corrente per giorni. Le reti elettriche moderne sono infatti progettate per funzionare a tensioni molto elevate e su vaste aree geografiche, sono particolarmente vulnerabili a questo tipo di tempeste del sole.

Va considerato che una tempesta abbastanza forte può arrivare a fondere gli avvolgimenti di rame dei trasformatori, al centro di molti sistemi di distribuzione dell’energia. In Québec ad esempio 6 milioni di persone restarono al buio per 9 ore.

I primi problemi sarebbero: niente acqua e niente trasporti! Le persone che vivono in un appartamento alto sarebbero  i primi ad essere senza  acqua perché le pompe incaricate di portare l´acqua dalla strada ai piani alti non  funzionerebbero. Tutti gli altri avrebbero qualche momento in piú prima di restare senza acqua. Senza elettricità, una volta consumata l´ acqua nei tubi, sarebbe impossibile pomparla dalle fonti fino ai serbatoi. Anche  il trasporto elettrico terminerebbe. Non ci sarebbero treni, nessuna metropolitana, lasciando milioni di persone immobilizzate. I grandi ospedali, con i loro generatori,  potrebbero continuare a servire per qualche giorno. Dopo di che, addio alla medicina moderna. E la situazione non migliorerà ulteriormente per mesi, forse per anni, dato che i trasformatori bruciati non possono essere riparati, ma solo sostituiti da nuovi.

Ironicamente, il problema interesserebbe molto di più le società ricca e tecnologica, basata sulla finanza e sulla tecnologia, e meno quella rurale e in via di sviluppo. Da qui l’interessante piccola storia di Gli Ultimi saranno i Primi: Un circolo vizioso interrotto dal caso…

 

Come prevederla e come prevenire?

 

MonitorSecondo un congresso composto da ben quaranta scienziati del SolarMAX, task force internazionale sullo studio dell’attività solare, tenutosi alla International Space University di Strasburgo, in Francia, la soluzione ideale sarebbe mettere in orbita attorno al sole una rete di almeno sedici satelliti, non più grandi di una scatola di scarpe, in grado di rilevare la meteorologia solare. Questo potrebbe permettere di prevedere con leggero anticipo le tempeste solari, ma in che modo approntare le adeguate contromisure per evitare catastrofi con solo qualche settimana di anticipo?

L’idea sarebbe poter avere il tempo per spegnere le centrali e le linee elettriche, mettere in sicurezza le infrastrutture elettroniche e orientare i satelliti per le telecomunicazioni in modo che non siano investiti dalla violenta onda energetica. Questo potrebbe aiutare a non subire completamente le sorti catastrifiche di cui abbiamo parlato fino ad ora.

Gli effetti maggiori alle alte latitudini (Italia meno a rischio!)

 

campa magnetico terraLe particelle provenienti dal Sole raggiungono costantemente la Terra e le aurore polari sono uno dei loro effetti più spettacolari. Il campo magnetico terrestre le lascia penetrare soprattutto alle alte latitudini. Come ha di recente spiegato Mauro Messerotti dell’INAF, l’Istituto Nazionale di Astrofisica, i rischi per l’Italia e l’Europa connessi alla potenziale tempesta solare sono più ridotti rispetto ad altre aree del pianeta, questo poiché la configurazione del campo magnetico terrestre fa sì che ai poli e nelle zone vicino ai poli le particelle provenienti dal Sole penetrino maggiormente. Nel prevedere i possibili effetti della tempesta solare di cui parlano gli esperti di SolarMax vanno pertanto tenute in considerazione le latitudini, e questo nessuno lo aveva detto!

E quindi?

 

 

Keep calm e sta senza pensierA supporto della tesi di SolarMax ed in particolare della portavoce Ashley Dale (Università di Bristol), abbiamo i dati storici e statistici in merito alle tempeste solari: in media una tempesta si verifica ogni 150 anni e l’ultima rilevata nel 1859 avvalora la tesi che una nuova tempesta solare possa verificarsi in tempi relativamente brevi.

Ma attenzione: stiamo parlando di medie e di statistiche e bisogna considerare che tempeste solari “minori” si sono registrate anche dopo il 1859. Va tenuta poi in considerazione la latitudine e l’entità della tempesta, che come abbiamo visto sarebbe comunque di minore entità in Europa e di conseguenza in Italia. Restano ipotesi, naturalmente, come da più parti ripetuto, si può fare molto per contenere gli effetti della super tempesta solare che potrebbe giungere a breve come tra decine di anni. Farsi trovare preparati vorrà dire molto in termini di impatto del fenomeno naturale sul nostro pianeta, ma come abbiamo visto i nostri scienziati sono al lavoro.

Per ora vi direi di starvene tranquilli, la cosa è possibile, ma se dovessimo stare a dar conto a tutte le cose possibili potremmo chiuderci in casa e non vivere più, bloccati dalla paura.

Andate e vivete il mondo, questa non è una bufala, ma un qualcosa di possibile di cui non conosciamo la probabilità di accadimento (nel tempo), quello che il buon Cesare Giacobbo chiama Sega Mentale.

 

Per voi una piccola storia su questo argomento, per aver modo di pensare a cosa potrebbe accadere nella vostra vita il giorno che tutto questo dovesse divenire realtà:

 

Buona tempesta solare a tutti! Tanto se questo articolo c’è, lei non c’è! Almeno per ora 😀

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