Storia e storie di Giuseppe Spampinato: Vetus Caio Et!

Giuseppe Spampinato, classe 1986, si racconta in questa intervista, parlandoci delle sue passioni e dei suoi progetti.Giuseppe Spampinato 1

“Romano e romanista” scrive per alcune testate giornalistiche e suona la tastiera in un gruppo. Da poco è uscito il suo romanzo d’esordio dal titolo “Vetus Caio Et”, ambientato nelle Roma del I secolo.

Chi è Giuseppe? Parlaci di te.

Mi reputo una persona decisamente “lunatica”, desiderosa di sperimentare la vita in tutti i suoi aspetti.  È proprio per questo che ho iniziato a scrivere, volevo rendere reali tutte quelle situazioni che mi era impossibile provare di persona. E metterle nero su bianco mi ha aiutato a viverle a mio modo. Sono da sempre amante della musica e delle buone storie. Sono nato e cresciuto a Roma, con una breve parentesi di un anno a Londra.

Come nasce la passione per la scrittura?

La voglia di scrivere c’è sempre stata, anche se la decisione di realizzare un romanzo è avvenuta circa due anni fa. Credo sia giusto dare quella come data di “inizio passione”. Dapprima ho iniziato in maniera divertente, cambiando i finali a storie già esistenti, poi ho cominciato a scrivere la mia storia personale.

Il tuo “Vetus Caio Et” è un romanzo storico molto particolare, perché parte da un’ambientazione antica per poi approdare nel presente, come mai questa decisione?

Devo dire che “Vetus Caio Et”, in realtà, nasce come una storia totalmente diversa da quella Vetus Caio Etche poi è diventata. Quando ho cominciato a scriverla non avevo in mente il romanzo storico. Solo dopo, vedendo il protagonista e la sua psiche, ho pensato che il contesto dell’antica Roma potesse calzargli a pennello. Ma il suo antagonista, beh… lui aveva bisogno di un’ambientazione moderna. Quindi ho deciso di “fondere” le due epoche. Si potrebbe dire che in Vetus Caio Et eroe e antieroe vivono due storie parallele che solo alla fine trovano un punto di incontro.

Reputi la scrittura un lavoro vero e proprio o solo un hobby?

Questa è bella domanda. Credo che nel mondo della scrittura, anzi nell’universo della scrittura, ci siano tante possibilità di lavoro. Dal correttore di bozze all’editor all’articolista, sono tutte professioni che danno molte soddisfazioni. Certo, le difficoltà sono tante, questo perché la concorrenza è aumentata. Ma credo che in ogni campo sia così e niente possa darti la certezza di andare avanti se non la tua passione. Per questo ammiro le persone che lavorano in questo settore, qualsiasi sia la loro posizione. Dimostrano coraggio e meritano rispetto. Non è detto che in futuro la situazione non possa rovesciarsi.

Cosa pensi della situazione attuale dell’editoria e quale è stata la tua esperienza?

Se si guarda a quante case editrici sono presenti sul nostro territorio, e a quante ne nascono ancora, sembra difficile ipotizzare che il settore sia in crisi. Eppure è così. Credo sia un settore complicato perché i gusti del pubblico non sono facili da individuare. Il problema secondo me è che oggi le persone credono di non avere bisogno di un libro. Molti preferiscono un film o un semplice video di pochi minuti, queste forme di intrattenimento sono più accessibili sia a livello economico che in termini di sforzo intellettuale. Ma non è una questione di “scarsa intelligenza”; molti dicono che in Italia il libro sia in crisi perché le persone sono ignoranti, ma sappiamo che non è così. Sarebbe troppo facile scaricare la colpa sul pubblico.  Credo invece che il libro debba “evolversi” così come hanno fatto le altre forme di intrattenimento.

Per quello che mi riguarda io ho dovuto aspettare molto prima di pubblicare, quasi un anno. Ho mandato il libro a molte case editrici e ho valutato diverse proposte, alla fine ho optato per la 13 lab edition, che mi è sembrata la più convincente. Non bisogna avere fretta nel pubblicare ma valutare con calma la scelta migliore per il nostro libro e il tipo di pubblico che vogliamo coinvolgere.

Tornando a Vetus Caio Et, nel romanzo, oltre al protagonista, è presente anche un altro eroe molto complesso, l’Imperatore Domiziano. Come mai hai scelto proprio lui?

Prima di tutto avevo bisogno di inserire il mio protagonista all’interno di una storia vera, poi che questa storia seguisse i tempi necessari alla crescita del mio eroe. E infine avevo la necessità di inserire un vero personaggio storico, la cui personalità potesse contrapporsi a quella del protagonista. Ho scelto Domiziano perché le stesse fonti storiche lo descrivono come uno dei personaggi più controversi della storia di Roma, un imperatore che, a causa del suo carattere così misterioso e impenetrabile, ha rischiato di far precipitare Roma nel caos più totale.

E se dovessi descrivere il tuo romanzo con una sola parola quale sceglieresti?

Ambizione.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Hai in mente di scrivere altri libri?

Attualmente sto lavorando a un romanzo su Leonardo Da Vinci, che dovrebbe uscire alla fine del 2016. Devo dire, però, che durante il mio periodo “grafomane” ho scritto almeno altri due romanzi incompleti, non appena avrò tempo ci ritornerò.

Dove possiamo trovare il tuo romanzo?

In quasi tutte le librerie è possibile ordinarlo. Inoltre su tutti i principali siti di rivendita libri come Feltrinelli o Ibs.

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GRAZIE GIUSEPPE! BUONA FORTUNA! 🙂

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