Consigli per scrivere una storia

lettore accanitoSe sei capitato su questa pagina, vuol dire che anche a te sarà capitato almeno una volta nella vita di aver pensato di scrivere una storia. Magari l’hai già scritta e cerchi qualche spunto per migliorarla. Bene, sei nel posto giusto!

Non importa quale storia ti accingi a raccontare, l’importante è che questa riesca a tenere il lettore incollato alle pagine che hai scritto.

Per raggiungere questo risultato ci sono un po’ di cose da tenere bene in mente, cercherò di citarne alcune per fornirti una piccola cassetta degli attrezzi.

 

idea per una storiaDall’ispirazione alla storia – la fase preliminare

Ovviamente il primo passo per poter scrivere una storia è ricevere la grande benedizione di essere ispirati. Molte persone amano partire da un luogo, altre da un personaggio… alcuni fortunati si rifanno ai propri sogni o ricevono l’ispirazione all’improvviso, mentre sono indaffarati a fare altro. In questo momento non ci occuperemo del modo in cui ricevere ispirazione, immaginiamo che la fortuna ti abbia già baciato e che tu voglia provvedere a scrivere la tua storia nel migliore dei modi.

Iniziamo dalla tua idea!

  • Costruisci una prima scaletta;
  • Prova a scrivere la FABULA, ovvero gli eventi nella loro successione cronologica;
  • Ora prova a scrivere una TRAMA, ovvero descrivi gli avvenimenti più importanti del tuo racconto/storia/romanzo…

Bene! Abbiamo la materia prima, adesso però c’è da lavorarci su! Forse dovremo tagliare, usare forbici, colla, coltelli, seghe… qualcuno chiama il lavoro che facciamo da qui in poi come “falegnameria” 🙂 Inizia il lavoro vero!

Ogni racconto dovrebbe avere una trama che interessa, coinvolge, incuriosisce e attanaglia il lettore rendendolo avido, vorace di righe da leggere. Certo, i racconti son tutti diversi, ma ci son dei piccoli accorgimenti da attuare, comuni a tutte le storie di successo.

La prima cosa da individuare è:

IL CONFLITTOconflitto

 

In ogni storia dev’esserci un conflitto, una tensione. Non è importante che il conflitto sia tra due personaggi, l’importante è che ci sia una posta in gioco e che i personaggi, in particolare il protagonista, lottino per conquistarla. Che esso lotti contro il mondo, contro le formiche o con se stesso non è importante, l’importante è individuare dov’è il conflitto. Pensaci bene, la maggior parte delle belle storie che conosci racchiude in sé un conflitto. Se vuoi una storia di successo dovrai individuare quello che essa racchiude. Se nella tua storia non c’è conflitto allora devi inventarlo, se non riesci ad inventarlo devi cambiare storia. Prova a ripensare alla tua storia seguendo la scaletta che segue:

  1. Si stabilisce il conflitto
  2. Si capisce quali sono i personaggi portatori di conflitto e vengono presentati quelli minori
  3. Scatta il conflitto
  4. Sta per vincere l’antagonista
  5. Vince il protagonista

A questo punto hai una storia che funziona, ma una storia non basta, bisogna anche saperla raccontare!

raccontareLo stile e l’arte di raccontare

Il linguaggio calamita

Per quanto ognuno di noi, nello scrivere, abbia una propria voce, un proprio stile, bisogna riuscire a fare in modo di raccontare emozionando il lettore. Spesso si consiglia di scrivere come se si stesse cercando di mostrare la nostra storia, più che raccontarla. Le parole dovrebbero essere usate per evocare immagini, sentimenti, profumi… e nel mentre tendiamo a raccontare la nostra storia in questo modo, non dimentichiamo di tenere sempre con un occhio ai personaggi ed uno al pubblico. Immaginate il modo in cui attraverso la voce dei vostri personaggi riuscite a suscitare emozioni. Immaginate le smorfie, la faccia curiosa del lettore e le sue mani che tengono stretto il vostro libro, con i suoi occhi sgranati ad attendere il finale.

Usare un linguaggio sensoriale è la chiave per spingere il lettore nella lettura della propria opera. Bisogna assicurarsi che egli possa “vedere, odorare, ascoltare e qualche volta toccare” quello che sta accadendo, ovviamente senza esagerare e senza annoiare con descrizioni monotone o troppo lunghe.

Il punto di vista

Quando parliamo di “punto di vista” ci stiamo riferendo al punto di vista dello scrittore, che poi sarà anche quello del lettore. In buona sostanza bisogna scegliere (prima di scrivere il testo della storia) a che livello vogliamo porci rispetto ai personaggi. Per farla ancora più semplice, dobbiamo decidere se vogliamo scrivere la nostra storia…racconto…romanzo… in prima o terza persona:

  • Prima persona. Facendo questa scelta si racconta la storia direttamente dal punto di vista, o dalla prospettiva di un personaggio, spesso il protagonista. In questo modo lo scrittore si pone allo stesso livello del personaggio e quindi ha le sue stesse informazioni.
  • Terza persona. In terza persona, l’autore può avvicinarsi ai pensieri di un personaggio o allontanarsene. Si pone in questo modo ad un livello superiore rispetto ad esso ed ha più informazioni.

Una volta deciso quale sarà il punto di vista dei nostri personaggi bisognerà dedicarsi al loro sviluppo.

I personaggi

I personaggi sono molto importanti per la nostra storia ed anche se non li descriviamo completamente è personaggiimportantissimo conoscerli bene prima di iniziare a scrivere. Ogni personaggio avrà un suo look, le sue paure, i suoi modi di fare, le sue passioni.

Durante la stesura della storia essi dovranno agire per quello che sono, è quindi fondamentale dare loro degli elementi caratteristici, perché possano mostrarsi UNICI e non il frutto della nostra voce interiore. Se non conosciamo i nostri personaggi rischiamo di farli parlare attraverso la nostra voce, con il nostro carattere, rendendoli tutti uguali e magari non appropriati alla storia che vogliamo raccontare.

Per rendere interessante una storia dobbiamo fare in modo che il lettore possa tifare o odiare i nostri personaggi, che si preoccupi per loro e che li senta vicini.

Fondamentalmente ci sono due metodi per introdurre un personaggio in un racconto:

  • un metodo indiretto: descrivendolo con aggettivi;
  • un metodo diretto: attraverso i dialoghi e le azioni.

Ovviamente la scelta sarà quasi obbligata una volta che abbiamo optato di raccontare la nostra storia in prima o terza persona. Come vedi, spesso bisogna dover fare i conti con le decisioni prese in precedenza per la propria storia. In effetti, potresti anche stravolgere del tutto lo schema di creazione che ti sto proponendo e cominciare esattamente dalla fine. Pensa che Edgar Allan Poe diceva che una storia dovrebbe esser cominciata dalla fine, in modo da mostrare prima la risoluzione del conflitto ed il modo in cui cambiano i personaggi e solo dopo spiegare come tutto è avvenuto. In questo modo si riesce a destare prima di tutto l’interesse del lettore e poi si rende chiaro per lo scrittore dove il finale andrà a parare.

Ma veniamo ora al personaggio più importante della nostra storia: Il protagonista!

Il protagonista è il personaggio intorno al quale ruota la nostra storia. Egli ha sempre un obiettivo abbastanza difficile da raggiungere (altrimenti annoieremmo il lettore), ma non impossibile (altrimenti il lettore riuscirebbe difficilmente ad identificarsi con esso). Egli sarà ovviamente ossessionato dal suo obiettivo nonostante i tanti ostacoli che gli impediranno di raggiungerlo. Nel cercare di raggiungerlo spesso troverà delle soluzioni semplici, che falliranno, ma alla fine egli riuscirà a vincere il conflitto. Tra i tanti ostacoli potremmo trovare anche quelli messi in pratica dall’antagonista, il cui scopo invece è opporsi al protagonista ed ai suoi progetti, o comunque far scattare il conflitto. Gli altri personaggi possono aiutare o creare ostacoli al protagonista. Quest’ultimo, quasi sempre, cambierà in modo drastico alla fine della storia, a volte oltre che psicologicamente anche fisicamente.

panoramaI luoghi

I luoghi sono importanti quasi quanto i personaggi. Il lettore vuole sapere dove si svolge la storia e vogliono conoscere i particolari. Anche i luoghi devono aver vita ed il lettore deve sentirsi in quel luogo. Anche i luoghi devono avere una loro personalità, così come questa si crea per i personaggi. Bisogna fare in modo che il lettore respiri l’aria che respirano i personaggi, sentano il freddo, le persone, gli odori… quasi come se anch’egli fosse calato nella storia.

Qualche truccocassetta degli attrezzi

Colpi di scena

Tanti lettori apprezzano le storie lente, ma è fondamentale introdurre dei ribaltamenti di situazione inaspettati e abbastanza frequenti per attirare l’attenzione e non annoiare.

Evitate i finali troppo bruschi

Il finale deve avere un suo sviluppo. Un lungo racconto non può chiudersi in poche righe e deve dare il tempo al lettore di iniziare a provare una certa tristezza per il fatto che la storia che sta per finire. Deve dare il tempo al lettore di abituarsi all’idea che sta abbandonando vicende, personaggi e luoghi che gli abbiamo presentato ed a cui abbiamo fatto in modo si affezionasse.

Metonimia

Se conosci la tua storia e il suo finale, potrai disseminare nel racconto delle “metonimie”. Queste sono dei piccoli particolari apparentemente senza senso, ma che poi daranno un forte risvolto al racconto. Esse possono essere utilizzate anche per creare delle false piste che il lettore seguirà invano, per poi scoprire un finale molto diverso da quello che si aspettava.

La fine all’inizio

Inserire la fine all’inizio può generare molte possibilità. Molto probabilmente il lettore sarà incuriosito e vorrà sapere come il protagonista ed i personaggi sono arrivati fino a quel punto. Inserire la fine all’inizio pone il lettore ad un livello superiore, egli conosce come si concluderanno gli eventi, mentre i personaggi del racconto, quando la storia inizierà, non ne avranno ancora consapevolezza. In questo modo il lettore si troverà a provar gioia, malinconia o dolore per le azioni dei personaggi che in qualche modo li spingeranno verso il proprio finale. Non dimentichiamo poi che dopo il finale iniziale… potrebbe sempre esserci una sorpresa 😉

Personaggi tinca

(anche detti “deus ex machina”): sono quei personaggi che non hanno un vero e proprio ruolo nella storia, ma che entrano solo per dare delle informazioni o rendere chiari dei passaggi poco chiari e poi scompaiono. Possono essere molto utili 😉

consigli delle amicheHai finito il lavoro? …Rivedi, fai vedere e riscrivi, non aver paura!

Terminata la nostra storia, dobbiamo fare in modo di tornare a leggerla con occhi nuovi, per metterci nei panni del lettore. La mettiamo da parte, attendiamo qualche giorno e poi torniamo a leggerla. Chiediamoci quali frasi risultano inutili o fuorvianti e tagliamole. Approfondiamo quei fatti o quelle descrizioni che necessitano di più particolari. Modifichiamo i passi troppo complicati e continuiamo a modellare il nostro capolavoro.

Una volta effettuate queste correzioni vanno cercati dei feedback esterni. A volte basta condividere con un amico che voglia prestarsi a fare da lettore e magari consigliarci o darci qualche spunto prezioso. Meglio ancora se tu potessi rivolgerti ad un editor professionista. La cosa importante è accettare le critiche in modo costruttivo, la nostra opera è ancora da perfezionare ed ora è il momento per farlo!

Ricorda che NESSUNA PRIMA BOZZA E’ MAI STATA UN CAPOLAVORO! Quindi:

DACCI DENTRO ! ! !

Ps. Se vuoi approfondire di consiglio di dare un’occhiata a questi libri!

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