Sii un pianoforte My friend!

 

 

 

un pianoforte

Sii un pianoforte my friend!

La maggior parte degli uomini oggi può essere paragonata a dei corni russi, monotoni, in grado di emettere un solo suono.

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERAPer poter creare una melodia hanno bisogno di essere in tanti e di muoversi tutti in gruppo, perfettamente sincronizzati. Per questo hanno paura della solitudine.
Un pianoforte non si annoia e non teme la solitudine perché di melodie può crearne a migliaia. Non ha bisogno di accompagnamento e non si accontenta di accompagnatori monotono, lui al massimo accetta di duettare con un virtuoso strumento a fiato per un buon jazz, con una voce eccelsa o ancora con un altro pianoforte… se Bruce Lee diceva Sii Acqua Amico mio, io dico Sii un pianoforte my friend!

Ruggite come leoni; accarezzatevi con piume di fenicotteri rosa; fatevi le fusa come gatti; fidatevi di tutti parandovi il “didietro”; fate tutto il bene che potete, senza chiedere nulla in cambio; aprite i vostri cuori; scioglietevi in lacrime ogni tanto; ridete come dei deficienti; sorridetevi allo specchio e soprattutto… dedicate del tempo a credere nel vostro segmento di vita più prossimo e SIATE il cambiamento che renderà concretezza e realtà ai vostri desideri.

Nella prossima ora, o anche per il prossimo minuto, che voi crediate di vivere belli o brutti momenti; che voi crediate di farcela o di non farcela; che voi crediate di vivere la vita o di non viverla… avrete comunque ragione! [Parola di Ford].

Vi beccate il vostro raffreddore e cominciate a imprecare a voce alta perché questo sceglie sempre voi, sempre nella giornata sbagliata. Vi siete mai fermati a pensare quanto siete fortunati quel giorno che non avete alcuna pena?

Se non vi fermate un attimo a prendere una boccata di ossigeno e ringraziare la vita per le vostre fortune finirete col vivere oggi pensando solo a domani e in questo modo: oggi è già domani e domani è già passato! Ogni giorno sarete la vostra orma e con le vostre scarpe lascerete in questo mondo le tracce del cammino di una vita non vissuta, col rimpianto di non aver colto un attimo perché indaffarati a pensare ad altro.

Il gran Gibran in Il profeta ci insegna che “Voi sarete liberi in verità non quando i vostri giorni saranno senza affanni, e le vostre notti senza un bisogno e un dolore, ma piuttosto quando queste cose vi cingeranno la vita e ciononostante vi eleverete sopra di esse nudi e sciolti”.

Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu, sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi fare. […] Ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me si srotola una tastiera di […] miliardi di tasti, che non finiscono mai e questa è la vera verità… che non finiscono mai e quella tastiera è infinita. Se quella tastiera è infinita non c’è musica che puoi suonare. Ti sei seduto su un seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio [La Leggenda Del Pianista Sull’Oceano]

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