Le origini dell’uomo e il pianeta dei Puffi

Cominciamo dal principio: Ci troviamo in una piovosa e abbastanza fredda mattinata di ottobre, precisamente nell’autunno del 2001. Tanti pivelli tra cui io, ad una delle nostre prime lezioni universitarie.

Nuovi amici, nuove conoscenze, nuovi argomenti… tutto nuovo, compresa la storia che sto per raccontarvi e che dopo tutto questo tempo mi ronza ancora per la Lezionetesta.

Siam lì, tutti seduti sulla nostra sedia ad aspettare il professor Luigi C. per la prima lezione del corso di FONDAMENTI DI INFORMATICA. Ho appena conosciuto alcune delle persone che – ancora non sapevo – diventeranno i miei amici fidati per i prossimi tanti anni, ma che in questo momento sono dei perfetti sconosciuti.

L’aula è fredda ed io mi sento carico, pronto ad acquisire tutte le informazioni che mi vengono date, da perfetto novizio universitario. Siamo tutti in attesa del prof e di ascoltare quel che ha da dire. Poi ad un tratto eccolo… SILENZIO TOMBALE IN AULA!

<< Salve! Sono il prof. Luigi C. e oggi vi parlerò della Storia del Pianeta dei Puffi. >>

pianeta dei puffi

Permane il silenzio e la maggior parte degli studenti, pronti ad appuntare sul quaderno ogni singola parola pronunciata dal prof si guarda in giro alla ricerca di uno sguardo pieno di comprensione e complicità. Le prime parole pronunciate dal prof interrompono gli sguardi e attivano tutte le orecchie presenti in aula:

<< Tanto tempo fa, su un pianeta lontano che chiameremo il “Pianeta Madre”, gli abitanti si divertivano e vivevano in pace. C’erano risorse infinite e nessuno aveva bisogno di lavorare. Per mangiare bastava uscire di casa e chiederne, tutto era gratis e nessuno aveva alcun bisogno insoddisfatto. Un bel giorno tutte queste risorse iniziarono a scarseggiare, fino a quando le cose si misero davvero male: alberi senza foglie, siccità, nessun animale, niente di niente, addirittura iniziò a mancare l’acqua per bere.

Questo popolo aveva vissuto in pace e senza sforzi per anni ed anni, ma lo sfruttamento del Pianeta Madre aveva raggiunto livelli tali da distruggere praticamente tutto. Fu per questo che si decise, per sopravvivere, di andare alla ricerca su altri pianeti.

Il Grande Capo del Pianeta Madre organizzò una grande riunione con i suoi migliori uomini. Tutti erano d’accordo, bisognava partire, ma chi?!?!?  La riunione durò per giorni e giorni, ma nessuno si decise ad affrontare questo viaggio e a soggiornare per un così lungo tempo in missione nell’universo.

L’idea venne finalmente a uno scienziato:

“Costruiremo dei piccoli robottini, e li chiameremo i Puffi!”

Puffo robot

Erano intelligenti e ben costruiti. Due braccia, due gambe e muscoli potenti per sopravvivere in qualunque condizione. Si individuò il pianeta giusto e si spararono nello spazio a colonizzarlo. Era un pianeta vergine e pieno di risorse da portare a casa.

I Puffi lavoravano e coltivavano, poi di tanto in tanto il Grande Capo e i suoi andavano a ritirare quanto serviva agli abitanti del Pianeta Madre per sopravvivere.

Spesso i robottini Puffi però si rompevano e andavano sostituiti, così quando si andava a caricare se ne portavano alcuni di ricambio e si portavano via quelli rotti per aggiustarli.

Un giorno uno scienziato ebbe un’idea:

 

“Perchè non li addestriamo per autoaggiustarsi? In questo modo non servipuffo dottorerà più portarli indietro: faremo dei robottini Puffi Medici che si occuperanno di curare gli altri.”

 

 

 

Questo durò un po’, ma poi, per forza di cose, i robottini si usuravano e… aggiusta aggiusta diventavano inutilizzabili. A quel punto andavano comunque sostituiti.

Un giorno però arrivò l’ idea del secolo:

“Perchè non facciamo in modo che i robottini si riproducano e che nel farlo si divertano pure? In questo modo se ne genereranno sempre di nuovi e non baby puffoservirà più cambiare quelli usurati.”

Lo scienziato che la pensò prese il “Premio per la Scienza Intergalattico” solo due anni dopo, era un’idea pazzesca, aveva finalmente reso i robottini completamente indipendenti (e schiavi allo stesso tempo).  Si riproducevano, si aggiustavano da soli, creavano risorse per il Pianeta Madre e soprattutto NON SI LAMENTAVANO!

Il pianeta Madre intanto, anno dopo anno, iniziava a riprendersi il suo verde. Lo sfruttamento del nuovo pianeta aveva permesso a quello di origine di riprendere vita. I viaggi, dato il loro costo, vennero ridotti e poco per volta si cominciarono a sfruttare nuovamente le risorse che si avevano in casa.

I Puffi però non lo sapevano e non lo sanno ancora, così continuano a riprodursi divertendosi, a curarsi e a lavorare.>>

 

[ SILENZIO DI TOMBA INTERROTTO DAL PROF ]

 

<<I Puffi siamo noi e il pianeta sconosciuto è la Terra. Sul Pianeta Madre si era evoluta la biogenetica e per loro un robottino era un umanoide. E’ da questi umanoidi che ci siamo evoluti, questa teoria non ha nulla in contrario rispetto a quella di Darwin. La lezione è terminata. Ci vediamo domani.>>

 

Qualche tempo dopo ho sentito altre storie del genere, basate su questa filosofia che vede le origini dell’uomo associate alla Teoria degli antichi Astronauti, ma per me resterà sempre “La storia del pianeta dei Puffi”!

Il giorno dopo andammo a lezione e si parlò del “sistema di numerazione binario”…Puffo Contadino

 

INTANTO I PUFFI LAVORANO, SI CURANO E SI RIPRODUCONO DIVERTENDOSI!

 

 

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