La crisalide spezzata

La crisalide spezzata

 

C’era una volta un giovane grillo che saltellava per il bosco sui fili d’erba, attento a non toccare mai il terreno. Quel giorno era piovuto e non voleva sporcarsi le zampe di fango prima di cena, altrimenti la mamma lo avrebbe sgridato.

Sulla via del ritorno verso casa, saltellando, il giovane Saltolomeo se ne andava fischiettando qua e là. I fili d’erba penzolavano appesantiti dall’acqua ed a lui piaceva saltarci sopra, far cadere l’acqua e poi saltare aiutato dal contraccolpo. Saltava lontanissimo e si divertiva a guardare il mondo allontanarsi sotto i suoi salti, per poi essere guardato da più vicino quando ricadeva. Si sentiva il Re dei ginnasti ed anche il Re del mondo stesso quando lo guardava da quell’altezza.

Ad un tratto, su uno stelo poco più in alto, Saltolomeo vide un enorme bruco verde che piano piano stava risalendo il tronco di un albero. Saltella in alto, lo raggiunge e gli dice: “Ciao Amico! Che fai su questo ramo? Tra poco sarà buio, alla tua velocità ci metterai dei secoli a tornare a scendere. Guarda invece come sono atletico io, mi è bastato un salto per raggiungerti. Dove te ne vai?”.

Il giovane bruco infastidito rispose: “Io mi chiamo Sostanzio, sto cercando di raggiungere quel ramo lassù, devo…”. Non riuscì a concludere la sua presentazione che il grillo Saltolomeo era ormai già balzato su quella cima ed in un attimo tornò indietro.

Disse Saltolomeo: “Hai visto bruco? Tu strisci… io salto… è più comodo così. AHAHAH! Ora vado a casa va, mia madre mi aspetta per cena.”

Il bruco Sostanzio continuò la sua scalata, lentamente, poi raggiunse la sua cima, si fermò lì, fece un po’ di ginnastica e piano piano si addormentò.

Il giorno seguente Saltolomeo balzava di stelo in stelo e passando dalle parti del bruco lo vide ancora lì, attaccato a quel ramo. Provò a chiamarlo ma questo non rispose, probabilmente si era offeso. Passò e ripassò da quelle parti ma il bruco non gli diede mai importanza. Qualche tempo dopo passando da quelle parti vide che il bruco era spartito e c’era al suo posto un bozzolo vuoto.

Crisalide spezzataSaltolomeo restò a bocca aperta guardando quel bozzo vuoto, forse era morto? Infondo gli aveva detto di non avventurarsi lassù, ma non pensava potesse finire addirittura in quel modo. Fu talmente sorpreso che mise un piede in fallo e cadde in una pozzanghera. Cominciò ad annaspare nell’acqua cercando di uscire. Si affannava, cercava di appendersi ad uno stelo d’erba ma poi ricadeva in acqua. Lo fece tante volte ma alla fine stremato capì che era giunta la sua ora e si lasciò andare nell’acqua.

Pochi secondi dopo una enorme farfalla dalle ali colorate planò dall’alto come un angelo e lo afferrò con tutte le sue forze. Non riuscì subito a sollevarlo, ma lo spinse fino a toccar terra e Saltolomeo balzò fuori dall’acqua e si strizzò come un piccolo cagnolino bagnato.

“Grazie cara farfalla, se non fosse stato per te sarei morto!” disse Saltolomeo.

“Non mi riconosci? Sono Sostanzio!” disse la farfalla.

“Ma tu non eri un bruco? Pensavo fossi morto! Ho visto la tua carcassa appesa a quell’albero!”

La farfalla gli disse:

“Non sottovalutare mai chi striscia pian piano arrampicandosi verso l’alto Saltolomeo, è vero che tu sai saltare e lo sai fare da quando nasci, ma altri per spiccare il volo hanno bisogno di prendere la rincorsa e io, nella mia vita da bruco, stavo facendo proprio quello, per poter volare più in alto dei tuoi salti.” [Tratto da Un Bardotto purosangue]

 

 

Lucariello

 

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