Come nasce un sogno: la storia

Come nasce un sogno

 

In una mattina piena di sole nel piccolo bosco del regno di Sonnellino tutto era calmo, un leggero venticello caldo portava via delle piccole foglie dagli alberi che cadevano nell’acqua e venivano trasportate dalla corrente. Dormiglino sonnecchiava sotto un albero, all’ombra, con un piccolo cappello verde che lo proteggeva dalla polvere. Venne svegliato da una foglia che cadde proprio sul suo viso. Saltò sul posto e strinse i pugni, il cappello gli si abbassò sugli occhi, pensava ci fosse qualcuno, diede due o tre pugni al vento e poi si rese conto che la giornata prometteva solo calma e buon umore, si aggiustò il cappello, rimise le mani in tasca e cominciò a passeggiare. come nasce un sognoDovete sapere che Dormiglino era un folletto dalle grandi responsabilità, anche se piccino. Il regno di Sonnellino nasceva appena sopra il nostro naso, qualcuno dice esista ancora e Dormiglino ha il ruolo di inventarsi un sogno al giorno per ognuno di noi. Non un sogno a caso, ma un sogno che possa far grande il mondo. Qualche volta non riesce, ma altre fa dei capolavori. La sua fantasia e la sua bontà sono tali da ispirare persone per secoli.

Molto spesso basta far visita alle persone di notte e sussurrargli le storie nelle orecchie, altre volte invece, le persone, di dormire non ne vogliono sapere e Dormiglino deve correre dalla sua amica Dormivendola, la maga dei cuscini.

dormiglino2Maga Dormivendola dorme tutto il tempo e quando Dormiglino ha bisogno di lei deve gridare foooortissimo per farla svegliare. Lei è la maga del sonno, colei che gestisce il sonno di ogni singolo uomo sulla terra. Si affaccia sul mondo, mette sulla sua mano un po’ di polvere sonnellina e la soffia sul naso di bimbi piccoli e grandi. Pochi attimi e puffff… si cade in un sonno profondo e riposante. Maga Dormivendola con la sua polverina è la chiave, l’unica a poter permettere a Dormiglino di parlare agli umani e raccontar loro le sue storie.

Quel mattino, non uno prima e non uno dopo, ma proprio in quella bella giornata, nel regno di Sonnellino, Dormiglino aveva bisogno di parlare ad un uomo, ma questo di dormire non ne voleva sapere. Ogni tanto si affacciava, ma lui era sempre sveglio. Doveva fargli visita la sera prima ma… si era addormentato sotto quell’albero.

Cammina cammina, non sapeva cosa fare e… scappò da Dormivendola e gridò, gridò fortissimo. Dormivendola si affacciò e finalmente, stizzita, gli chiese che fosse quel baccano. “Ho bisogno di te” gridò Dormigliono, “Mi serve la tua magia!”.

Dormiglino salì in casa e Dormivendola, che schiacciava un pisolino, era ancora in vestaglia. Di solito preparava una tazza di latte e caffè a quell’ora, poi la beveva con tutta calma guardando il bosco del regno di Sonnellino dalla finestra. Quella mattina invece Dormiglino le aveva interrotto il sonno e quando la svegliavano in quel modo, maga Dormivendola andava su tutte le furie.

“Mi serve che addormenti un uomo, ho fretta”, disse Dormiglino. Ma Dormivendola non ne voleva sapere, aveva ancora mezzo occhio chiuso e faceva strani versi di lamento o forse di risveglio, come un piccione. Dormiglino insistette “Mi serve il tuo aiuto, oggi…ora …è il giorno!”. Maga Dormivendola capì. Aprì la finestra magica sul mondo e videro che quell’uomo era ancora  lì, seduto in sala d’aspetto. C’era ancora qualche minuto. Dormivendola lo addormentò e in pochissimi minuti Dormiglino gli sussurrò tutte le parole che doveva dirgli. Lui parlava in fretta e nei sogni il tempo passa molto più lentamente. Sognò di avere un figlio di nome Paolo e che quel bimbo avrebbe fatto grandi cose nella sua vita, ma prima di tutto lo avrebbe amato alla follia.

Il giovane ometto in attesa venne svegliato da un’infermiera: “E’ lei il papà? Sua moglie ed il bambino stanno bene, è un maschietto. Avete deciso come chiamarlo?” [Riadattato da Un Bardotto purosangue]

 

Lucariello

 

 

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